VITTORIO VENETO: è mancata Francesca Meneghin
Figura storica dell'impegno sindacale cattolico per i diritti dei lavoratori
Alessio Magoga
06/20/2026
Fermo immagine intervista a Francesca Meneghin (La Tenda TV)
+++ Notizia in aggiornamento +++
Nella notte tra il 19 e il 20 giugno, è mancata Francesca Meneghin. Con la sua scomparsa, il Veneto perde una testimone del Novecento e un punto di riferimento della lotta per i diritti dei lavoratori.
Classe 1927, la vita di Francesca Meneghin ha cominciato a lavorare sin da bambina. A soli undici anni, il primo ingresso in fabbrica: un’esperienza dura che ha forgiato il suo carattere e la sua visione del mondo. Gli anni della giovinezza si intrecciano con il Secondo conflitto mondiale e con la Resistenza. Francesca visse il dolore della violenza fascista, che le strappò tre cugini, trasformando il suo dolore in una ferma consapevolezza politica: la libertà e la dignità umana sono conquiste da difendere ogni giorno.
Nel 1957, Francesca Meneghin divenne la prima donna a ricoprire un ruolo di leadership territoriale all'interno della CISL nel vittoriese. La sua figura svettò per la sua autorevolezza e dedizione: una "pasionaria" del sindacato, fu capace di coniugare la pragmatica tutela dei diritti — in particolare la battaglia per la parità salariale tra uomo e donna — con una visione etica dell’impegno professionale.
Nel 2019, in occasione della storica visita del Presidente Sergio Mattarella per la commemorazione del 25 aprile, nel 74° anniversario della Liberazione, Francesca era sul palco tra i relatori, al teatro Da Ponte di Vittorio Veneto, e tenne un intenso discorso (vedi sotto: foto della Presidenza della Repubblica). Fu salutata da Mattarella che volle conoscerla personalmente.
La sua storia è stata raccontata nel volume “La ragazza della bandiera: Francesca Meneghin e il libero sindacato”, curato dal professor Mauro Pitteri, presentato nel 2021 nell’Aula magna del Seminario, con un ampio concorso di pubblico (qui il video). Quel titolo, "la ragazza della bandiera", vuole rappresentare una donna che ha saputo portare il vessillo del libero sindacato attraverso le tempeste dei cambiamenti industriali e sociali del nostro territorio. 
Il percorso di Meneghin è indissolubilmente legato a quello di un’altra grande protagonista del Novecento italiano: Tina Anselmi. Il loro fu un sodalizio umano e politico raro, cementato dalla comune appartenenza a quegli ideali di giustizia sociale che hanno contribuito a rendere l'Italia un Paese più equo. Era fiera del cameo dedicato alla sua figura nel film "Tina Anselmi - Una vita per la democrazia", mandato in onda in Tv nel 2023. Qui una breve intervista sul film realizzata dalla Tenda Tv.
Più recentemente, nel 2024, il Comune di Vittorio Veneto le ha tributato il giusto riconoscimento conferendole il "Sigillo della città", a suggello di una vita spesa per la comunità. Qui un passaggio della cerimonia della consegna
Impegnata nella vita della comunità cristiana, in particolare nella parrocchia della Cattedrale, e lettrice assidua de L’Azione cui inviava sovente delle lettere pubblicate regolarmente nella “Posta dei lettori”, attingeva le ragioni del suo impegno sociale dalla fede sincera e radicata in Dio.
Quella di Francesca è una lezione di coerenza che rimane viva per tutti. Francesca Meneghin ci lascia in eredità la consapevolezza che ogni diritto è il frutto del coraggio di chi, prima di noi, ha avuto la forza di non abbassare lo sguardo.
I funerali avranno luogo martedì 23 giugno, alle 15:30, nella Cattedrale di Ceneda, dove lunedì 21 alle 19.30 sarà recitato il Rosario. Per volontà dei parenti, in particolare dei nipoti Rossana, Alessandra, Roberto e Giovanna, non fiori ma offerte per la Lilt di Vittorio Veneto.
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