CISL: evento regionale "Per un lavoro sempre più sicuro"
Alla vigilia della Giornata mondiale su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro
Redazione Online
27/04/2026

Alla vigilia della Giornata mondiale su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, che ricorre domani - martedì 28 aprile -, la CISL Veneto ha organizzato un Attivo delle delegate e dei delegati RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e RLST (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali) dedicato a “Per un lavoro sempre più sicuro”. L’evento ha riunito al Capannone Petrolchimico di Marghera oltre 250 persone che si occupano in concreto della prevenzione e della tutela contro gli infortuni nelle aziende, nelle categorie e nei territori, provenienti da tutta la regione.

Dopo i saluti istituzionali di Vera Comiati, della Direzione Prevenzione e Sanità pubblica della Regione Veneto, e di Enza Scarpa, Direttrice dell’Inail Veneto, la mattinata ha visto gli interventi di numerosi delegati e delegate che hanno portato la testimonianza delle loro esperienze dirette. Sono intervenuti, inoltre, Cinzia Frascheri, responsabile nazionale CISL salute e sicurezza, Massimiliano Paglini, Segretario generale di CISL Veneto e Luca Mori, Segretario regionale con delega a Salute e Sicurezza, mentre le conclusioni sono state affidate a Mattia Pirulli, Segretario confederale CISL nazionale.

Con l’aiuto della Fondazione Corazzin, la CISL Veneto monitora costantemente l'andamento degli infortuni. L’analisi delle ultime annate evidenzia come, a livello regionale, sussista una sorta di “zoccolo duro” intorno ai 70mila infortuni, di cui circa un centinaio mortali: le variazioni di anno in anno risultano contenute, in un senso e nell’altro, e, finora, non si è riusciti a innescare una decisa tendenza alla riduzione. In questo senso, l’impegno della CISL è di approfondire il fenomeno per attuare azioni sindacali sempre più efficaci.

Nel corso dell’Attivo è stato presentato un primo aggiornamento sui dati di gennaio e febbraio (ultimi disponibili). La platea complessiva delle denunce di infortunio ammonta a 10.821, in lieve aumento rispetto alle 10.793 del primo bimestre 2025. Gli infortuni mortali segnano, invece, un rallentamento: 8 vittime, a fronte delle 15 nel corrispondente periodo dell’anno scorso. L’arco temporale di osservazione, tuttavia, è ancora troppo breve per poter trarre previsioni o valutazioni definitive.

In tutto il 2025, in Veneto, erano stati denunciati 71.867 infortuni sul lavoro. Al netto dei casi di Covid, si tratta del dato più elevato dell’ultimo quinquennio. Durante lo scorso anno, il 3,23% degli occupati veneti ha subito un incidente sul lavoro.

Peggiora, soprattutto, la voce relativa ai sinistri con esito mortale: dopo essere scesi sotto quota cento nel 2024, l’anno passato i decessi sono tornati a salire fino a 111.

A riportare conseguenze letali sono state soprattutto persone tra i 45 e i 54 anni (42 vittime), ma sempre più spesso sono coinvolti in infortuni anche gli under 25, con 1.177 eventi in più nel corso dell’ultimo anno. Gli stranieri rappresentano il 26% degli infortunati, ma il 40% dei deceduti (passando da 20 a 45).

Nel 2025 sono in aumento anche le malattie professionali: 5.990 (più 8,7%), con 2,7 casi ogni mille addetti. In questo ambito, invece, è possibile rilevare un trend di crescita evidente, indice di una maggiore sensibilità e consapevolezza nel denunciare e nel riconoscere il fenomeno.