
È stato presentato il 31° rapporto sulle migrazione della Fondazione Ismu.
“Gli indicatori relativi alle difficoltà educative confermano una persistente disparità a sfavore degli studenti con background migratorio - si legge nel comunicato stampa di presentazione -. Negli ultimi dieci anni, il tasso di abbandono precoce degli studi tra gli ELET, ovvero i giovani tra i 18 e i 24 anni che si sono fermati alla licenza media, mostra un progressivo allineamento dell’Italia alla media europea (8,5% nel 2024 contro l’8,1% dell’UE-27). Nel contesto nazionale, i giovani stranieri presentano livelli di istruzione inferiori rispetto ai coetanei italiani. Nel 2024 il rischio di dispersione scolastica implicita –-definita come il mancato raggiungimento dei livelli minimi di competenza al termine del primo ciclo di istruzione - risulta più elevato tra i maschi (13,8%, +3 punti percentuali rispetto alle femmine) e soprattutto tra gli studenti immigrati di prima generazione (22,5%), rispetto sia agli italiani (11,6%) sia agli stranieri di seconda generazione (10,4%). Il background socio-economico familiare incide in modo significativo: tra gli studenti provenienti da contesti svantaggiati il rischio di dispersione implicita è più che doppio rispetto ai coetanei in condizioni più favorevoli".
Aumentano gli studenti di origine immigrata nei licei. "Quanto alle scelte scolastiche, si osserva un parziale avvicinamento tra studenti con CNI e studenti italiani: gli alunni stranieri rimangono una componente stabile degli istituti tecnici, diminuiscono nei professionali e aumentano nei licei, soprattutto tra i nati in Italia - si legge ancora nel comunicato -. Tuttavia, permane un marcato "divario liceale": tra gli italiani i liceali rappresentano il 53,7%, oltre 20 punti percentuali in più rispetto agli studenti con CNI. Le aspirazioni formative confermano il divario. Nella scuola media, la quota di studenti che intende iscriversi a un liceo supera il 50%, ma scende al 38,3% tra gli stranieri, che mostrano maggiore propensione verso istituti tecnici o professionali. Analoghi divari caratterizzano le aspirazioni universitarie: nella scuola secondaria di secondo grado il 56,6% degli studenti dichiara l’intenzione di proseguire gli studi all’università, quota che scende al 44,5% tra gli stranieri, rispetto al 57,8% degli italiani.
Infine "il Rapporto INVALSI 2025 evidenzia un indebolimento complessivo degli apprendimenti in Italiano e Matematica nel periodo 2018–2025. In terza media gli studenti di prima generazione registrano in Italiano punteggi inferiori di 22,6 punti rispetto ai coetanei italiani (pari a circa due anni di scolarità) e di 13,2 punti in Matematica; tra le seconde generazioni i divari si riducono a 13,3 e 7,7 punti. Analoghe tendenze si osservano nelle prove di II secondaria di secondo grado, con scarti rispettivamente di -19,2 e -8,5 punti per la prima generazione e di -9 e -6,4 punti per la seconda. Al termine del secondo ciclo di istruzione, lo svantaggio degli studenti con background migratorio persiste nelle competenze di Italiano, mentre in Matematica risulta fortemente attenuato, con livelli ormai simili tra prime e seconde generazioni".






